Eolo 3.0, la Rete Neurale che prevede la Borsa sulla base della fiducia nell’economia

La Borsa è inflazionata

Il nuovo presidente della Fed, Yellen, ha dichiarato questa settimana di non vedere rischi di asset bubble. I mercati hanno letto la notizia come la promessa di continuare a creare 85 miliardi di dollari di base monetaria ogni mese e hanno comprato la Borsa.

In realtà, è da un po’ che “il re è nudo”. Ossia, la relazione tra la creazione di base monetaria e Wall Street è chiara e diretta fin dalla fine del 2008. Prima si poteva  dire che non esistesse. Adesso è piuttosto evidente (figura 1)

Figura 1 – La relazione tra il mercato azionario americano (destra, in punti dell’indice SP500) e la creazione di base monetaria (sinistra, in miliardi di dollari). Update 30 ottobre 2013.
Figura 1 – La relazione tra il mercato azionario americano (destra, in punti dell’indice SP500) e la creazione di base monetaria (sinistra, in miliardi di dollari). Update 30 ottobre 2013.

 

 

La Borsa contiene la fiducia nel futuro. Soprattutto a Wall Street

In realtà il valore contenuto nell’indice di Wall Street è per la sua metà un’opzione sul futuro che si deve ancora realizzare, come ho dimostrato in un precedente articolo. Ossia, in termini di analisi fondamentale, chi compra oggi la Borsa compra un profilo di profitti crescenti, sia in valore nominale che reale, e non semplicemente il valore attuale dei profitti in corso. In altri termini, chi compra le azioni americane oggi compie un atto di fiducia sulla crescita.

Se è così, ossia se la Borsa non si compra per il dividendo – non solo e non più – ma per la fiducia nel futuro, è probabile che gli indicatori di fiducia e di sentiment dei consumatori siano correlati ai prezzi di Borsa.

Questa relazione, a ben vedere dal grafico nella figura 2, esiste da prima del 2008, quindi in generale mi piace di più della relazione tra la Borsa e la quantità di moneta. Potrebbe infatti accadere che mentre Yellen continua a stampare la carta verde, una crisi di fiducia faccia rifuggire gli investitori nella liquidità e Wall Street cadrebbe, nonostante il Quantitative Easing.

Figura 2 – L’indice di Borsa americano SP500 e il CCI Consumer Confidence Index (1990-2013)
Figura 2 – L’indice di Borsa americano SP500 e il CCI Consumer Confidence Index (1990-2013)

Una rete neurale che collega la fiducia alla Borsa

Per esplorare la relazione tra la Borsa americana e la fiducia degli americani ho realizzato una RETE NEURALE artificiale, che ho chiamato Eolo 3.0. Rispetto ai prototipi Eolo 1.0 ed Eolo 2.0 la RETE Eolo 3.0 cerca il segnale dell’andamento futuro (ha capacità di previsione a 3 mesi) non solo nel Consumer Confidence Index (Conference Board), ma anche nel Consumer Sentiment Index (University of Michigan)

Nonostante la correlazione tra i due, ho introdotto questa innovazione per un motivo molto semplice. Hanno caratteristiche profondamente diverse, come si vede dal grafico nella figura 3. Il secondo anticipa l’evoluzione del primo. Quindi nutro la speranza che una rete neurale possa cogliere da queste differenze, collegate con l’indice di Borsa, i segni premonitori delle svolte (e in particolare delle cadute), mentre Eolo 1.0 ed Eolo 2.0, essendo collegati solo al CCI erano essenzialmente dei modelli trend follower.

 

 

Figura 3 - Consumer Confidence Index (Conference Board), e Consumer Sentiment Index (University of Michigan, Reuters)
Figura 3 – Consumer Confidence Index (Conference Board), e Consumer Sentiment Index (University of Michigan, Reuters)

 

La tecnica di Eolo 3.0

Sotto il profilo tecnico, la RNA di Eolo 3.0 ha 2 strati nascosti, ossia uno in più delle versioni precedenti, che aiuta a cogliere le non linearità degli andamenti e il training è stato realizzato su 215 dati mensili. La validazione del modello ne ha avuti 135 e gli ultimi 68 mesi (sono ben cinque anni e mezzo) sono tutti di previsione estrapolativa. Negli ultimi 68 mesi, come vedremo, la RNA si è comportata piuttosto bene. La variabile dipendente è una funzione non lineare dell’indice di variazione dei prezzi della Borsa americana 3 mesi in avanti. Le variabili indipendenti sono state trasformate in variabili strazionarie e sono state incluse con i ritardi coerenti con il tipo di modello da stimare. Il calcolo dei pesi dei nodi è stato realizzato con la backpropagation.

 

Figura 4 – Architettura della RNA Eolo 3.0
Figura 4 – Architettura della RNA Eolo 3.0

 

I risultati del borsellino virtuale

Ed ecco i risultati, riportati graficamente nella figura 5. Abbiamo costruito un borsellino virtuale di un investitore simulato che comprava la Borsa se Eolo 3.0 vedeva una crescita nei successivi tre mesi e la vendeva in caso opposto. Tutte le operazioni sono state simulate senza leva finanziaria e senza strumenti di money e di risk management. Eolo 3.0 batte l’indice perché nel 2000 riesce ad anticipare lo short e nel 2008 lo prende in tempo, anche se ne viene preso un po’ più alla sprovvista. In ogni caso, riacciuffa i sui massimi a dicembre del 2010, mentre l’SP500 per recuperare i massimi richiederà di arrivare alla primavera del 2013, ossia quasi due anni e mezzo dopo. Come si vede dalla stessa figura, Eolo 3.0 presenta una equity line più alta dell’indice di Borsa, che batte anche per minore volatilità e per massimo Drawdown. Si tenga conto che Eolo 3.0 rappresenta una strategia grezza, che potrebbe essere migliorata con tecniche di money management per variare l’esposizione rischiosa e fissare limiti sia alle perdite (STOP) che ai profitti (TAKE).

 

Figura 5 – Confronto tra l’andamento della Borsa americana (SP500) e una strategia L/S sull’indice basata sulla RNA Eolo 3.0
Figura 5 – Confronto tra l’andamento della Borsa americana (SP500) e una strategia L/S sull’indice basata sulla RNA Eolo 3.0

 

 

Inflection point possibile

Infine le conclusioni. Secondo Eolo 3, il target imminente dell’SP500 che tiene conto dell’evoluzione della fiducia degli americani è 1823, mentre il target a tre mesi è 1604. Con i seguenti avvertimenti:

–          Non sono previsioni in contraddizione. Dicono solo che fin vicino a Natale tutto potrebbe star su. Dopo è sempre possibile, ma non è così scontato. Anzi, la Borsa potrebbe essere troppo su rispetto alla fiducia nell’economia, che non sta scendendo ma sta stallando.

–          Sono previsioni “rolling”, ossia possono cambiare prima della fine del trimestre proiettato: si può sapere aggiornando Eolo 3.0. Infatti, sono previsioni condizionate al profilo della fiducia, che viene rilevata mensilmente dal Conference Board e dai ricercatori dell’Università del Michigan. Se ci sono cambiamenti cambieranno anche i target teorici.

–          Alla Fed dovrebbero tenere conto che probabilmente non basta continuare a dare dollari freschi alle banche e a Obama. Chi compra le azioni ha bisogno di vedere rosa il futuro. Se questo viene meno, i compratori si trasformano in venditori e Wall Street finisce per riallinearsi ai risultati che le sue aziende possono realisticamente produrre, ridimensionando le aspettative. E’ il meccanismo, noto, che presiede la ciclicità dei corsi azionari.

Aggiornerò mensilmente questo modello.

 

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