Ripresa sì, ripresa no? Ripresa forse.

 

NILO II è il nostro anticipatore della congiuntura italiana

Da un po’ di tempo si parla di ripresa. Le ragioni a favore della ripresa stanno essenzialmente nel miglioramento della congiuntura internazionale, perché anche la Legge di Stabilità per il 2014 non potrà essere generosa sul versante delle tasse e i risparmi della nuova spending review si vedranno, se si vedranno, dopo il 2014.

In realtà il ciclo economico ha meccanismi che si collegano uno all’altro e il polso del ciclo economico si può avere solo facendosi un quadro complessivo di esso.

Nilo 2.0 è l’indicatore congiunturale anticipatore dell’economia reale italiana di questo sito. E’ basato su 10 sottoindici, che includono sia la produzione che gli acquisti, la produzione o il consumo di beni intermedi fondamentali come l’energia e le importazioni, le vendite all’estero. Ha una provata capacità di anticipare le variazioni del Pil con quattro mesi di anticipo. Una RNA, ossia una Rete Neurale Artificiale produce una lettura dell’indice vis-a-vis il profilo del Pil e individua i punti di svolta del ciclo. In passato (ossia dal 1987 in avanti) ha sempre funzionato bene, come si vede dal profilo della figura 1 (Nilo II dal 1987 al 2013 a confronto con le variazioni tendenziali del Pil, avanzate di 4 mesi)

 

Figura 1 – L’indicatore anticipatore NILO II e le variazioni del Pil Italiano, posticipate di 4 mesi. Nostre elaborazioni.
Figura 1 – L’indicatore anticipatore NILO II e le variazioni del Pil Italiano, posticipate di 4 mesi. Nostre elaborazioni.

NILO migliora, perché?

Come si vede dalla figura 2, NILO è tornato sopra l’asse dello zero, quello che separa la recessione dall’espansione, da circa 6 letture dell’indice (l’ultima lettura è di ottobre 2013). Nonostante la lettura di ottobre (+0,10) sia tornata indietro rispetto a settembre (+0,16), NILO è ormai in territorio positivo. Perché? Se si analizzano alcune delle sue costituenti si può comprendere: l’indice (il saldo) di fiducia della produzione manifatturiera è in crescita, insieme a quello dei consumatori. Si tratta di indici che non hanno ancora varcato la linea di equilibrio tra ottimismo e pessimismo, ma il numero degli ottimisti sta riguadagnando terreno. Se si guardano le esportazioni (riquadro II della figura 2), si vede come esse non siano più cadute come nel 2009, ossia il double dip del Pil italiano è stato pressoché interamente dovuto al calo della domanda interna. E infine, in termini di domanda interna, qualche segno di tenuta c’è. Non fosse altro perché si è stabilizzata la domanda di energia (quadrante terzo della figura 2), che è un bene sia finale che intermedio. E’ per questo che i numeri autorizzano a dire che probabilmente le attività produttive hanno toccato il fondo e che da questo possono riprendersi.

Attenzione, le attività possono, ma non debbono necessariamente riprendersi. Ossia l’indice anticipatore evidenzia come in passato, prevalendo queste condizioni, l’economia fosse sempre ripartita. Questa volta è bene prendere la lettura dell’indice con le pinze. Ossia è corretto dire, secondo NILO, che le condizioni tecniche di ripresa sono presenti, e sono conformi a quelle che in passato hanno fatto scattare le molla. Nei prossimi mesi vedremo però se la molla scatterà. Molto dipenderà dall’ambiente esterno, ossia dall’assenza di traumi finanziari (in realtà sempre in agguato) e molto dipenderà dall’efficacia della politica nel ridare vera fiducia soprattutto agli investitori italiani nelle aziende, ossia agli imprenditori. E su questo versante qualche dubbio in più è legittimo.

 

Figura 2 – Costituenti di NILO II e profilo recente dell’Indicatore anticipatore NILO II (IV quadrante in basso a destra)
Figura 2 – Costituenti di NILO II e profilo recente dell’Indicatore anticipatore NILO II (IV quadrante in basso a destra)

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *